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lunedì 5 marzo 2012

Io riciclo, tu ricicli: a Milano in mostra gli eco creativi più creativi

Io riciclo, tu ricicli: a Milano in mostra gli eco creativi più creativi

Al Fuori Salone 2012 torna IOricicloTUricicli, una mostra collettiva per eco creativi. A Milano dal 17 al 22 aprile 2012.


Giunta alla terza edizione “IOricicloTUricicli 3” è una mostra collettiva per eco creativi che avrà luogo in una prestigiosa location di via Tortona durante la settimana internazionale del Design.


Potranno essere ammessi - previa selezione - singoli o gruppi di lavoro che hanno realizzato, nell’ultimo anno, un progetto con qualsiasi tipo di materiale riciclato e\o progetti di design sostenibile.


Ogni partecipante esporrà il lavoro accompagnato da una relazione tecnica che ne racconterà concept e specificità. L’evento porrà in luce i “testimoni creativi” di un Paese Italia vitale e reattivo nonostante tutto.


Tutte le indicazioni e i moduli per partecipare li trovate sul sito degli organizzatori.

venerdì 18 novembre 2011

Sprechiamo meno, viviamo meglio: settimana europea per la riduzione dei rifiuti

Sprechiamo meno, viviamo meglio: settimana europea per la riduzione dei rifiuti

Viviamo in un mondo strano, che butta via oggetti funzionanti e vestiti buoni.
Che impacchetta qualsiasi cosa, prima nel cartone, poi nella plastica, poi nel cellophane.


Stiamo sommergendo il mondo di rifiuti.
Le menti più creative riescono a trasformare questi rifiuti in cose belle, da indossare e da vivere (alla fine dell’articolo c’è un elenco delle nostre creative più attive su questo tema. Mi scuso con chi ho dimenticato; segnalatemi le mancanze e saprò farmi perdonare).


Tutti noi possiamo però contribuire ad inquinare e sprecare di meno. La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, giunta quest’anno alla terza edizione, è un’occasione per cominciare a ripensare a piccoli atteggiamenti e comportamenti che possiamo adottare per essere più virtuosi e vicini all’ambiente che viviamo.


Si tiene dal 19 al 27 novembre 2011 ed è accompagnata da un sito ricco di informazioni e consigli tra cui un breve decalogo (ma una lista di sette punti come si chiama?) per cominciare a ridurre i rifiuti già da oggi pomeriggio.


Se volete vedere cosa si può fare riciclando, date un’occhiata qua:


sabato 15 ottobre 2011

Da cartone del latte a portamonete e borse: come riciclare il tetrapak

Da cartone del latte a portamonete e borse: come riciclare il tetrapak

Il Tetrapak è materiale da imballaggio per alimenti, utilizzato tantissimo per contenere latte, succhi di frutta, bevande.


E' fatto di carta, plastica e alluminio. Un disastro per il riciclo, anche se dal 2003 in Italia grazie ad un accordo tra Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi a base cellulosica, e Tetra Pak, la raccolta differenziata dei contenitori in poliaccoppiato può essere fatta insieme alla carta.


Prima il Tetrapak adava smaltito come rifiuto indifferenziato, e comunque anche adesso non tutti i comuni lo possono riciclare.


Allora perchè non riciclarlo in modo creativo? Facendone un portamonete o una borsa, per esempio?


In vista del week end, ecco due bei video-tutorial da sperimentare, per dare nuova vita alle vecchie confezioni del latte e dei succhi di frutta. Il primo tutorial è facile, bastano le forbici, il nastro adesivo e del velcro adesivo. Oltre a 10 minuti di tempo e di calma.





Il secondo è più complesso e richiede un po' di lavorazione, ma ne viene fuori una borsa fatta di confezioni di succhini di fruttam strepitosa.





Buon divertimento e buon week end!!

giovedì 21 aprile 2011

Tra Amélie e Pink Floyd: la vera storia di un'artista green

Tra Amélie e Pink Floyd: la vera storia di un'artista green

Raccontaci un pò di te.
Mi chiamo Guenda e ho 34 anni, ma la mia identità non-segreta è quella dello Gnomo beffardo, lo gnomo artigiano che lavora con i materiali di recupero. Peraltro la mia identità gnomesca sta inesorabilmente prendendo il sopravvento sull’altra.


Che cosa fai nella vita quando non realizzi i tuoi oggetti?
Il mio “lavoro ufficiale” non ha molto a che fare con l’artigianato: sono webmaster in una cooperativa sociale e collaboro come giornalista con alcuni periodici. Poi la sera mi dedico alla mia grande passione: trasformare gli scarti in qualcosa di diverso, squagliare plastica e piegare lattine per farne orecchini, segnalibri e così via.


Ci descrivi il tuo lavoro e il tuo processo creativo?
Non c'è un iter standard: a volte facendo le cose più varie, come lavare i piatti o camminando per strada, mi viene in mente che potrei fare una collana con le rondelle che avevo archiviato mesi prima, così provo a realizzarla e una volta finito indosso il prototipo per testarlo sul campo. Se va tutto bene spesso ne faccio qualche variante da vendere, altrimenti ci lavoro e lo modifico finché il modello non è preciso. In genere quando trovo qualche materiale interessante lo metto da parte e poi lo uso appena mi viene in mente a cosa possa servirmi, non sia mai dovessi trovarmi senza calzini bucati proprio quando mi serve una custodia per hard disk!


Che tipo di oggetti artigianali preferisci?
Ho una fissazione personale per i segnalibri, oltre a quelli fatti da me mi piace raccogliere quelli pubblicitari, ne ho quasi una collezione; stesso discorso per gli orecchini e le collane, ma in generale un po’ tutto quello che vendo parte da qualcosa che uso anche io in prima persona: con l’eccezione delle scarpine e i giochini da neonato, che però regalo al mio nipotino nonché musa ispiratrice.


Qual è stata la prima cosa che hai realizzato? Cosa ti ha spinto a cominciarla?
Non saprei di preciso. Quando andavo ancora a scuola facevo pupazzini di Das, biglie e chiodi che poi regalavo agli amici, una volta ho affrescato il gesso di una mia amica con la mano rotta: non esisteva ancora Art Attack, mi sarebbe piaciuto ci fosse qualcosa di simile quando ero piccola; ho continuato anche in età adulta a realizzare oggetti per me e gli amici, ma la vendita dei miei oggetti invece è una cosa abbastanza recente, ho lanciato lo Gnomo sul mercato 
circa tre anni fa credo.


Da cosa trai ispirazione?
Soprattutto dai materiali di scarto che uso nella vita quotidiana: magari chiedo a una collega di regalarmi quella lattina così carina da cui sta bevendo, o quella bottiglia di un tono di azzurro che mi servirebbe proprio. Quando mi si è graffiato un dvd ho provato a squagliarlo ed ho scoperto che diventava di un magnifico viola cangiante: da lì a pensare di farne orecchini e collane il passo è stato breve. A volte invece sono i clienti a chiedermi qualcosa di specifico, come ad esempio una spilla che si intoni al vestito: ne parliamo insieme e poi gli propongo le mie idee su misura.
Una volta che si sviluppa questa che potrei tranquillamente definire una compulsione, tutta l'immondizia viene vista con occhi diversi: anche gli amici ormai mi chiamano dicendomi che hanno spazzatura da darmi, e molto spesso si tratta di interessantissimi materiali come tubi della lavatrice che loro altrimenti avrebbero incautamente sprecato buttandoli (si spera perlomeno nella raccolta differenziata).


Con quali materiali ti piace lavorare?
Gli orecchini di lattine sono stati forse il mio cavallo di battaglia, però il pet delle bottiglie mi dà grandi soddisfazioni: certo mi intossico con i fumi, ma almeno non mi taglio le dita; il fil di ferro è il materiale che uso un po’ con tutto, trovo divertenti anche la carta e l'uncinetto, mentre dovrei assolutamente fare pratica nel cucire. Anche se me lo chiedono spesso, non ho mai provato il fimo e non lavoro con materiali preziosi come l'argento: sia perché mi piace usare il più possibile oggetti di riciclo, sia perché ci tengo che il prezzo dei miei lavori sia assolutamente popolare ed accessibile a tutti, e se usassi materiali di base costosi sarebbe necessario alzare i prezzi.


Che colore preferisci? Perché? Cosa ti suggerisce?
Ho una passione per il viola, ma mi piace molto lavorare anche con il rosso: in effetti lavoro un po' con tutti i colori, con l'eccezione forse del bianco che è più difficile da non sporcare anche nella lavorazione stessa. I colori comunque dipendono dall’oggetto con cui lavoro, per cui non sempre posso scegliere ma cerco di intonare a tutto il resto.


Ci fai una lista dei 5 libri, siti, dischi e film che preferisci e che consiglieresti ai lettori di Babirussa.it?
Lo Gnomo ovviamente consiglia in tema, quindi “Il piccolo popolo dei grandi magazzini” diTerry Pratchett, la canzone “The Gnome” dei Pink Floyd, e “Il favoloso mondo di Amelie” con suo cugino da giardino che fa una piccola parte. Per i siti non mi pronuncio, sarei troppo di parte, suvvia.


Che consigli daresti a chi entra oggi su Babirussa.it?
Di essere sempre gentili, professionali e corretti nei confronti del clienti e di instaurare un rapporto quanto più possibile diretto con loro: mandare un messaggio di ringraziamento a qualcuno che ha fatto acquisti da noi mi sembra un gesto carino e che contribuisce a differenziare il mondo dell’artigianato da quello della produzione in serie.


Cosa ti piace di Babirussa.it? Cosa vorresti trovare su Babirussa che ancora non c’è?
Mi piace l'attenzione personale che dedicate a noi artigiani, è davvero raro nella spietata giungla mediatica, per non parlare dell'agguerrito mondo dei mercatini. Sul serio, è difficile trovare colleghi artigiani che non cerchino di copiare le tue idee spacciandole per loro: anche se devo dire che con alcuni invece mi sono trovata molto bene a collaborare in clima decisamente più amichevole che non concorrenziale. Per me è una passione e vorrei continuare a divertirmi nel fare i miei lavori, mi dispiacerebbe dovermi fare il sangue amaro per l’atteggiamento scorretto di altri.


Come fai pubblicità al tuo lavoro?
Principalmente tramite il web; ho un mio sito ma aggiorno molto più spesso la pagina di Facebook: mi piace interagirecon i miei fans in maniera più diretta. Il passaparola è poi un'ottima forma di pubblicità: per questo distribuisco generosamente i bigliettini da visita, in modo che quando qualcuno chieda da dove arrivino quei fantastici orecchini si possa dargli tutti i recapiti con la rapidità di un pistolero in duello.


Tra 10 anni dove vorresti essere?
Alla notte degli Oscar con una celebre diva che indossa una parure dello Gnomo beffardo sembra al momento alquanto improbabile, temo. Mi accontenterei allora di continuare soprattutto a divertirmi nel realizzare le mie creazioni, che spero siano divertenti anche per chi le compra.

mercoledì 13 aprile 2011

108 modi per riciclare una t-shirt… e poi altri 120

108 modi per riciclare una t-shirt… e poi altri 120

Per tutti i creativi un mondo di idee per riutilizzare le vecchie magliette. Tutti ne abbiamo armadi pieni. Io per esempio ci spolvero… lo so lo so, non è molto creativo, però è utile!



Con i consigli di Generation T, potete creare una sacca da viaggio per le vostre scarpe molto cool, in pochi semplici passi.


Vi serviranno:


  • una magliletta (medium o large)

  • Un righello

  • Delle forbici

  • Ago e filo

  • Delle lettere adesive o delle lettere ritagliate

  • Spille da balia

  • Vernice per tessuti spray.

Poi vi basterà seguire i consigli di questo fantastico tutorial.
Buon divertimento.

lunedì 11 aprile 2011

Riciclo una cinta di cuoio e ci faccio un pavimento

Riciclo una cinta di cuoio e ci faccio un pavimento

Camminare su un pavimento realizzato con un patchwork di cinte di cuoio. La sensazione calda del parquet, la praticità del linoleum, per una ambiente super moderno ma accogliente.


E’ la soluzione che hanno trovato quei geni di Ting per dare nuova vita alle vecchie cinte per i pantaloni.


Le cinte vengono smontate, tagliate e ri-assemblate insieme per creare delle grandi “mattonelle”, o per meglio dire, dei tatami giapponesi da accostare gli uni agli altri e formare una superficie cangiante e intricata.


pavimento con cinture di cuoio da Ting London


 


Possono essere utilizzate sia come pavimento – splendide le superfici grandi, come open space o negozi e laboratori – sia come top per tavoli e banconi da bar. Ogni pezzo è fatto a mano da mani esperte in un’azienda very british.


Ting realizza anche tanti altri prodotti sia per la casa (amache, cuscini) sia per la moda (borse e portafogli) con materiali 100% riciclati, ma i pavimenti ci sembrano un’idea grandiosa che speriamo abbia il massimo successo e sia un esempio per altri creativi nel mondo.

mercoledì 6 aprile 2011

Sostenibilità, riuso e innovazione: Milano green festival va al Fuorisalone

Sostenibilità, riuso e innovazione: Milano green festival va al Fuorisalone

Milano green festival è un progetto indipendente per riflettere sul presente e sul futuro di Milano, per definire un’estetica della sostenibilità made in Italy e per sperimentare materiali e tecnologie innovative per l’ambiente e la comunità urbana,


Dal 12 al 17 Milano Green Festival torna al Fuorisalone con un programma articolato di mostra, eventi e incontri.
I messaggi che l’evento vuole far passare sono:


  • facciamo attenzione all’acqua, risorsa preziosa e scarsa;

  • moltiplichiamo le strategie di mobilità sostenibile per la città;

  • valorizziamo al massimo il recupero di materiali e di oggetti;

  • trasformiamo i nostri comportamenti di consumo per creare insieme la città eco-positiva. Una città capace di generare risorse naturali ed energia.

La settimana presenta tanti appuntamenti a cui partecipare. La lista completa la trovate qui.

martedì 25 gennaio 2011

Giovani, creativi e intraprendenti: il concorso Ecoarte è quello che fa per voi

Giovani, creativi e intraprendenti: il concorso Ecoarte è quello che fa per voi

Il Concorso EcoArte è bandito dall’Associazione Postribù di Rieti, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, rivolto ai giovani al di sotto dei 35 anni ed articolato in sezioni per artisti e writers.


Sono valutate solo le opere che arriveranno entro il 31 gennaio 2011.
Se le mandate per posta farà fede il timbro postale, ma potete anche portarle a mano (dovete prendere appuntamento telefonico con la Segreteria Organizzativa del Concorso 348/7641366 o 338/4096399).


Per gli under 19 invece c'è una speciale sezione che ci piace molto perchè premia gli spunti di creatività sul tema del recupero e del riciclo, dall’eco-design (moda e sartoria, arredamento e complementi d’arredo, arti figurative e plastiche, oreficeria e gioielleria) fino alla realizzazione di scatti fotografici o video che possano testimoniare quanto il ciclo di vita di un oggetto non si esaurisca con la sua funzione primaria.


Chi vuole partecipare al Concorso e non ha inviato la preiscrizione può contattare la Segreteria Organizzativa.
La formalizzazione dell’iscrizione avviene, infatti, inviando la scheda di iscrizione e l’opera da candidare entro il 31 gennaio 2011, secondo le modalità riportate nel bando.


In bocca al lupo!!!

lunedì 24 gennaio 2011

Cosa ne fai di una vecchia busta di plastica?

Cosa ne fai di una vecchia busta di plastica?

Oggi vi vogliamo presentare una realtà italiana, a metà strada tra moda, artigianato e riuso dei materiali.
Si chiama Carmina Campus e nasce dall’idea della designer Ilaria Venturini Fendi.


Carmina Campus utilizza materiali vergini considerati di scarto o restituisce nuova vita e funzioni a tessuti, metalli, plastica, legno… Non ricorre a processi industriali di riconversione che comporterebbero, ad esempio, uso di agenti chimici. I pezzi che realizza sono creazioni uniche, che uniscono il fascino dei prodotti di moda con l’esclusività degli articoli fatti a mano.


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Una riflessione sulle tematiche legate ai rifiuti e alle discariche ha portato alla creazione di un nuovo gruppo di prodotti – “Save waste from waste e Falling angels” - che parte dall’idea di una materia prima già in se stessa simbolo delle problematiche ambientali, le grandi buste nere della spazzatura. Doppiate con un rinforzo solitamente usato per la pelle acquistano una consistenza e un aspetto vissuti che danno alla povertà del materiale una dignità e un ‘ attrattiva completamente nuove.


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Il modello più importante realizzato con questo materiale fonde il concetto di rifiuto + recupero in una Postino che incorpora in sé una vera borsa vintage in pelle. In nero, grigio colore su colore o anche in combinazioni col cuoio naturale o tonalità forti e brillanti, la borsa nuova e quella vecchia, solitamente una pochette o una tracollina schiacciata, si fondono in un nuovo oggetto. Nella versione large la borsa spazzatura è come un sacchetto ripiegato chiuso in testa dalla zip e la borsa vintage è applicata esternamente. Nella versione piccola l’innesto è fatto direttamente sulla pattina.


I due modelli hanno tracolla regolabile, rifiniture in pelle e fodere di raso lucido proveniente da scampoli di fine serie.


La linea falling angels ha ricamato sul fianco un diagramma azionario in picchiata, per sottolineare i recenti crolli delle borse e la precarietà dell’effimero mercato dell’economia virtuale.


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I modelli Carmina Campus li trovate qui.

mercoledì 19 gennaio 2011

Creativi a domicilio per far rivivere vecchi oggetti

Creativi a domicilio per far rivivere vecchi oggetti

Schienali di vecchie sedie trasformati in grucce appendi-abiti, tavolini in cui il piano di lavoro è stato ricavato da vecchi cassetti, tronchi d’albero da cui si generano sedie, tubi in pvc che lasciano i lavelli e gli scarichi e diventano lampade: sono alcuni dei progetti di Resign.


Resign, è un collettivo di designer nato nel 2007 che recupera la storia italiana delle botteghe d’arte grazie ad un atelier in cui si crea e si impara come apprendisti, sempre aperto all’esterno, a nuove energie ed influenze.


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Accanto alla bottega, un network di relazioni con soggetti diversi, perché la relazione e il contatto con gli altri è il senso ultimo del design per questo gruppo per cui il senso di un oggetto non è solo e non tanto quello di essere bello, ma di essere creatore di relazioni. Da qui, la definizione di "Design 2.0".


Uno dei filoni seguiti dal collettivo è il riutilizzo di prodotti che avrebbero altrimenti terminato il proprio ciclo di vita, cercando di renderli più utili, gradevoli e duraturi di quanto non fossero in origine.
Chi sta per gettare via un vecchio oggetto può contattare uno dei "designer a domicilio" di Resign fissando un appuntamento tramite il sito www.resign.it.
Il designer reinventerà lo scarto in un oggetto unico, trasformando l'abitazione in Casa Museo.


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Le creazioni di Resign le trovate qui e il catalogo qua.

mercoledì 15 dicembre 2010

Come realizzare all'uncinetto cestini e presine riciclando vecchi maglioni

Come realizzare all'uncinetto cestini e presine riciclando vecchi maglioni

Arriva il freddo. Tirate fuori quel maglione che mettevate sempre lo scorso anno e scoprite nell'ordine che
a. è rovinato; b. è piccolo; c. è terribilmente fuori moda.
Che fare, buttarlo via? Perchè? Riciclatelo (ma non come regalo di Natale, però)!


L'idea ce l'ha data Jenni che ha trasformato dei vecchi maglioni in pratici cestini svuotatasche e svuotatutto per tutte le stanze della casa.


Cosa bisogna fare?


Primo passo: infeltrire la lana e fare i gomitoli
Per prima cosa bisogna mettere i maglioni a 60 gradi in lavatrice.
Poi lsi tagliano "a tagliatella" facendo una spirale che parte dal basso del maglione fino alle ascelle.
Allo stesso modo si possono utilizzare le maniche.
Così si ottengono dei gomitoli a costo 0 e Km 0.

Secondo passo: il lavoro a maglia
A questo punto sui lavora il gomitolo a punto basso con un uncinetto da 10 o meno a seconda dello spessore del "filo" partendo dalla catenella.
e proseguendi sempre a spirale. Quando si vuole curvare per iniziare a formare il bordo del cestino si diminuiscono i punti e poi si torna
a fare due passaggi per buco.

Altri consigli


  • Potete fare non solo cestini, ma anche presine, sottopiatti e sottopentole.

  • Se fate dei sottopentola, non usate i materiali sintetici se no si squagliano!

  • Potete usare non solo i maglioni, ma anche vecchie magliette di cotone o altro. Basta tagliarle a striscioline.

Vi piace l'idea? Buon lavoro!

Per maggiori suggerimenti, il blog di Jenni è qui.

martedì 14 dicembre 2010

Come realizzare all'uncinetto cestini e presine riciclando vecchi maglioni

Come realizzare all'uncinetto cestini e presine riciclando vecchi maglioni

L'idea ce l'ha data Jenni, che sul suo blog racconta come ha trasformato dei maglioni inutilizzabili per realizzare dei cestini portatutto e delle presine.


Primo passo: infeltrire la lana e fare i gomitoli


Mettere i maglioni in lavatrice a 60 gradi in lavatrice per infeltrire la lana. Poi tagliare "a tagliatella" facendo una spirale che parte dal basso del maglione fino alle ascelle. Allo stesso modo si possono utilizzare le maniche. Così si ottengono dei gomitoli a costo 0 e Km 0.


Secondo passo: lavorare i gomitoli


Si lavora il gomitolo a punto basso con un uncinetto da 10 o meno a seconda dello spessore del "filo" partendo dalla catenella e proseguo sempre a spirale,


Per curvare e iniziare ad alzare il bordo per formare il cestino si diminuiscono i punti e poi si torna a fare due passaggi per buco.


Altri consigli


  1. Con lo stesso sistema si possono fare anche presine o sottopiatti.

  2. Se fate dei sottopiatti o sottopentola, non usate tessuti sintetici, che se no si sciolgono.

  3. Oltre a vecchi maglioni si possono usare anche vecchie magliette. Va bene tutto, basta fare le striscioline.

Il blog di Jenni lo trovare qui.


Buon lavoro!!

martedì 12 ottobre 2010

I gomitoli di Ivano Vitali

I gomitoli di Ivano Vitali

Artista ed ecologista doc, lo scultore e performer Ivano Vitali recupera la carta dei giornali per realizzare opere d’arte che rispettino l’ambiente e le tradizioni.

Da un numero di “Mani di fata” Vitali ha realizzato il gomitolo nella foto. Del resto, chi l’ha detto che i gomitoli debbano essere di lana, cotone o fettuccia?


Per conoscere meglio Ivano Vitali e ammirare le sue opere si può visitare in lungo in largo il suo sito.

giovedì 30 settembre 2010

Riciclare i rotoli di carta igienica è un’arte!

Riciclare i rotoli di carta igienica è un’arte!

Doria è l'autrice e creatrice del blog Un'idea nelle mani: vera e propria miniera di idee, suggerimenti, tutorial e novità sul mondo dell'hand made e del riciclo.

E a proposito di riciclo, lancia ai suoi lettori una sfida: immaginate un po’ cosa è possibile realizzare con dei rotoli di carta igienica!

Modellati con le mani e dipinti, i 10 cm di cartone del rotolo hanno assunto forme e pieghe insospettabili e ora comunicano espressioni e stati d’animo sorprendenti. L'autore di queste straordinarie opere è Jacquet Fritz Junior, un artista che esplora e sperimenta il mondo della carta e ne studia attentamente le diverse tecniche di piegatura.

Non resta che provarci e dare un volto nuovo ai vostri rotoli di carta igienica. Qualche idea?