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martedì 7 agosto 2012

Come trasformare una lampadina in un vaso per fiori

Come trasformare una lampadina in un vaso per fiori

Per realizzare questo progetto vi servirà solo 1 lampadina ad incandescenza
Importante: non usate altri tipi di lamapdina, perchè possono contenere mercurio, dannoso per la salute.


Poi avrete bisogno di questi attrezzi:


  • Pinze ad ago

  • Guanti protettivi

  • Occhiali protettivi

  • Chiave a brugola

  • Martello


Ed ora ecco il percorso da seguire:

1. Indossate i guanti e gli occhiali protettivi. Se potete, lavorate all'aperto perchè in questo progetto dovrete rompere dei vetri.

primo passo2. Staccare il contatto alla base della lampadina con le pinze ad ago (vedi foto).


 


 


 


 


 


3. Rompete il vetro nero colpendo leggermente la base della lampadina con il martello. Se non funziona, provare a inserire una delle ganasce delle pinze ad ago nel foro e ruotate, facendo una certa pressione. L'operazione richiede un po' di pazienza, quindi non mollate!  



secondo passo4 Inserire la chiave a brugola nel tubo di vetro all'interno della lampadina dopo la rimozione di vetro nero (vedi foto). Fate leva per rompere il tubo interno di vetro.


 


 


 


 


 


 


terzo passo5 Estraete la parte interna della lampadina attraverso il buco che avete creato, con le pinze. se il foro è troppo piccolo, dovete allargarlo come già fatto al punto 4. Può essere necessario far uscire il filamento e il vetro interno a piccoli pezzi, se il buco fosse troppo piccolo.


 


 


 


 


6 Create una base per il vostro nuovo vaso usando un filamento di alluminio modellabile che trovate facilmente da un ferramenta. Se volete, potete ricreare il disegno della nostra foto altrimenti potete fare un disegno originale da riprodurre con l'alluminio.Al termine del lavoro dovete incollare un capo del filamento di alluminio alla parte metallica della lampadina.


 


7 Inserite il vostro fiore, l'acqua e godetevi il risultato.


Il tutorial originale è disponibile qui.

lunedì 7 maggio 2012

Come riusare il cartone: giochi e giocattoli handmade

Come riusare il cartone: giochi e giocattoli handmade

Nell'ultimo post avevamo parlato dei mille usi del cartone: cosa farne una volta che la funzione di scatola, pacchetto o imballo è finita.


Oggi vi propongo due siti, secondo me bellissimi, che mi fanno tornare indietro a quando ero bambina e che saranno utilissimi per le mamme e papà che vogliono creare un mondo da fiaba per i loro piccolotti.


Il primo sito è di una blogger russa, che riusa le scatoline (soprattutto quelle carine dell'erboristeria) per creare buffi animaletti di cartone. Mi stupisce come basti una scatoletta, un pennarello, e un pò di nastro adesivo (quello di carta) per creare queste creaturine con cui giocare per pomeriggi interi.
Questa idea la copio sicuro e me la rivendo con i miei nipoti.



Il secondo sito che voglio presentarvi è di Vicky Knysh, una designer bulgara che presenta una città dei bambini in cartone. Sarebbe bellissimo poter giocare là dentro, costruire un mondo immaginario e inventare storie.

Mi ricorda un pomeriggio di tanti anni fa, in cui mio fratello giocava all'astronauta dentro una vecchia lavatrice da campeggio.


Eravamo forse solo negli anni 70... ma sembra ieri.

martedì 17 aprile 2012

Passione per il cartone: tante idee per riciclare

Passione per il cartone: tante idee per riciclare

Oggi vi volevo far vedere cosa si può fare con il cartone.


Di solito si scartano i pacchi e il cartone diventa subito una seccatura da buttare. E se ne butta tanto.


Ma alcuni designer sono riusciti a farci delle cose incredibili, divertenti o provocatorie (la casa di cartone a New York per denunciare le condizioni di vita degli homeless).


Ecco alcuni modi davvero sorprendenti di riusare il cartone. Se mi seguirete nei prossimi giorni ho altre belle idee, decisamente più realizzabili, da farvi vedere.


Spero che queste vi piacciano.


 Arredamento
Diene Reinhard è un appassionato di design in cartone che ha trasformato il materiale ondulato in una linea di mobili. Diene ha creato i suoi scaffali Dickens in cartone completamente riciclabili in 7 colori diversi. Leggero e certamente forte, ogni ripiano colorato ha una forza di bordo fino a 90Kg. Questa soluzione moderna ed ecologica farà una bella figura in qualsiasi casa.


Libreria in cartone


Realizzare un ufficio. L’agenzia creativa Nothing di Amsterdam ha voluto realizzare il loro intero ufficio in maniera originale, così l’hanno costruito in cartone riciclato. Le scrivanie, le sedie, le mensole e anche i gradini del piccolo soppalco sono stati costruiti interamente in cartone marrone che, tra l’altro, invita a disegnarci sopra. L’idea era quella di creare un ufficio utilizzando il cartone come principale materiale da costruzione.
Qui il video della costruzione dell'ufficio.


Padiglione. Alcuni studenti di design del Politecnico di Zurigo, in Svizzera, hanno realizzato un padiglione fatto di cerchi di cartone. Gli studenti hanno utilizzato una tecnologia informatica per implementare la produzione dei componenti del padiglione. L’obiettivo del progetto era quello di mostrare come il CAD (Computer Aided Design Architectural) può essere sfruttato, non solo per creare disegni, ma anche per ottimizzare i processi di progettazione complessiva, comprese la produzione e la logistica.


padiglione


Costruire un appartamento. Un vero e proprio appartamento è stato eretto in Times Square a New York nel novembre del 2010 come parte di uno sforzo di raccolta fondi per un’organizzazione che fornisce alloggi e servizi aggiuntivi per i senza tetto e i disabili. L’appartamento di cartone è caratterizzato da un letto coperto di cartone, foto incorniciate, una sveglia, telefono e anche pane proveniente da un tostapane... in cartone.


casa in cartone a NY

giovedì 23 giugno 2011

Come riciclare la Simmenthal: idee dalla Triennale di Milano

Come riciclare la Simmenthal: idee dalla Triennale di Milano

Simmenthal e IED Centro Ricerche collaborano per un grande progetto di “Sperimenthal design”, in mostra alla Triennale fino al 26 giugno.
Nello spazio Material Connexion la mostra “Sperimenthal Design”, dove sono esposte le creazioni di 6 designer che hanno interpretato i valori di Simmenthal in forme originali e moderne. 


Campanello di bicicletta - Sperimenthal design



6 Designer, selezionati all’interno del network IED, hanno realizzato nel mese di maggio 10 progetti di Design con l’intento di valorizzare l’iconicità della storica lattina di Simmenthal. IED Centro Ricerche ha coordinato il progetto nonché curato l’allestimento della mostra.


Telefono - Sperimenthal design


In mostra i lavori di Dodo Arslan, Andrea Castelletti, Gabriele Chiave in collaborazione con Alessandra Di Palma, Aureliano Fontana e Mirko Ginepro.


Da non perdere!

mercoledì 22 giugno 2011

Vivienne Westwood e la moda solidale ed ecologica: Handmade with love

Vivienne Westwood e la moda solidale ed ecologica: Handmade with love

Handmade with love è una linea di moda sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale.


borse handmade ecologiche, ecosostenibili di Vivianne Westwwod
Ambientale perchè tutti i modelli sono stati confezionati impiegando esclusivamente materiali riciclati quali cavi elettrici, alluminio di scarto e sacchetti di plastica o tende altrimenti destinati allo smaltimento –sempre nell’ottica di ottimizzare l’impiego di materiale esistente per ridurre al minimo l’impatto ambientale.
borse handmade ecologiche, ecosostenibili di Vivianne Westwwod

Sociale perchè ogni modello è stato prodotto nella capitale del Kenya a Nairobi da donne artigiane con l’obiettivo di rafforzare l’economia locale ed incrementare il lavoro all’interno della comunità.
borse handmade ecologiche, ecosostenibili di Vivianne Westwwod

La linea di Handmade with love presenta borse dedicate anche all'uomo e accessori vari, come custodie per ipod e portachiavi.
E' in vendita su Yoox.com nella sezione YOOXYGEN, che celebrerà il progetto con contenuti esclusivi e video per contribuire a diffondere il lavoro e la storia dell’Ethical Fashion Africa Project.



giovedì 21 aprile 2011

Tra Amélie e Pink Floyd: la vera storia di un'artista green

Tra Amélie e Pink Floyd: la vera storia di un'artista green

Raccontaci un pò di te.
Mi chiamo Guenda e ho 34 anni, ma la mia identità non-segreta è quella dello Gnomo beffardo, lo gnomo artigiano che lavora con i materiali di recupero. Peraltro la mia identità gnomesca sta inesorabilmente prendendo il sopravvento sull’altra.


Che cosa fai nella vita quando non realizzi i tuoi oggetti?
Il mio “lavoro ufficiale” non ha molto a che fare con l’artigianato: sono webmaster in una cooperativa sociale e collaboro come giornalista con alcuni periodici. Poi la sera mi dedico alla mia grande passione: trasformare gli scarti in qualcosa di diverso, squagliare plastica e piegare lattine per farne orecchini, segnalibri e così via.


Ci descrivi il tuo lavoro e il tuo processo creativo?
Non c'è un iter standard: a volte facendo le cose più varie, come lavare i piatti o camminando per strada, mi viene in mente che potrei fare una collana con le rondelle che avevo archiviato mesi prima, così provo a realizzarla e una volta finito indosso il prototipo per testarlo sul campo. Se va tutto bene spesso ne faccio qualche variante da vendere, altrimenti ci lavoro e lo modifico finché il modello non è preciso. In genere quando trovo qualche materiale interessante lo metto da parte e poi lo uso appena mi viene in mente a cosa possa servirmi, non sia mai dovessi trovarmi senza calzini bucati proprio quando mi serve una custodia per hard disk!


Che tipo di oggetti artigianali preferisci?
Ho una fissazione personale per i segnalibri, oltre a quelli fatti da me mi piace raccogliere quelli pubblicitari, ne ho quasi una collezione; stesso discorso per gli orecchini e le collane, ma in generale un po’ tutto quello che vendo parte da qualcosa che uso anche io in prima persona: con l’eccezione delle scarpine e i giochini da neonato, che però regalo al mio nipotino nonché musa ispiratrice.


Qual è stata la prima cosa che hai realizzato? Cosa ti ha spinto a cominciarla?
Non saprei di preciso. Quando andavo ancora a scuola facevo pupazzini di Das, biglie e chiodi che poi regalavo agli amici, una volta ho affrescato il gesso di una mia amica con la mano rotta: non esisteva ancora Art Attack, mi sarebbe piaciuto ci fosse qualcosa di simile quando ero piccola; ho continuato anche in età adulta a realizzare oggetti per me e gli amici, ma la vendita dei miei oggetti invece è una cosa abbastanza recente, ho lanciato lo Gnomo sul mercato 
circa tre anni fa credo.


Da cosa trai ispirazione?
Soprattutto dai materiali di scarto che uso nella vita quotidiana: magari chiedo a una collega di regalarmi quella lattina così carina da cui sta bevendo, o quella bottiglia di un tono di azzurro che mi servirebbe proprio. Quando mi si è graffiato un dvd ho provato a squagliarlo ed ho scoperto che diventava di un magnifico viola cangiante: da lì a pensare di farne orecchini e collane il passo è stato breve. A volte invece sono i clienti a chiedermi qualcosa di specifico, come ad esempio una spilla che si intoni al vestito: ne parliamo insieme e poi gli propongo le mie idee su misura.
Una volta che si sviluppa questa che potrei tranquillamente definire una compulsione, tutta l'immondizia viene vista con occhi diversi: anche gli amici ormai mi chiamano dicendomi che hanno spazzatura da darmi, e molto spesso si tratta di interessantissimi materiali come tubi della lavatrice che loro altrimenti avrebbero incautamente sprecato buttandoli (si spera perlomeno nella raccolta differenziata).


Con quali materiali ti piace lavorare?
Gli orecchini di lattine sono stati forse il mio cavallo di battaglia, però il pet delle bottiglie mi dà grandi soddisfazioni: certo mi intossico con i fumi, ma almeno non mi taglio le dita; il fil di ferro è il materiale che uso un po’ con tutto, trovo divertenti anche la carta e l'uncinetto, mentre dovrei assolutamente fare pratica nel cucire. Anche se me lo chiedono spesso, non ho mai provato il fimo e non lavoro con materiali preziosi come l'argento: sia perché mi piace usare il più possibile oggetti di riciclo, sia perché ci tengo che il prezzo dei miei lavori sia assolutamente popolare ed accessibile a tutti, e se usassi materiali di base costosi sarebbe necessario alzare i prezzi.


Che colore preferisci? Perché? Cosa ti suggerisce?
Ho una passione per il viola, ma mi piace molto lavorare anche con il rosso: in effetti lavoro un po' con tutti i colori, con l'eccezione forse del bianco che è più difficile da non sporcare anche nella lavorazione stessa. I colori comunque dipendono dall’oggetto con cui lavoro, per cui non sempre posso scegliere ma cerco di intonare a tutto il resto.


Ci fai una lista dei 5 libri, siti, dischi e film che preferisci e che consiglieresti ai lettori di Babirussa.it?
Lo Gnomo ovviamente consiglia in tema, quindi “Il piccolo popolo dei grandi magazzini” diTerry Pratchett, la canzone “The Gnome” dei Pink Floyd, e “Il favoloso mondo di Amelie” con suo cugino da giardino che fa una piccola parte. Per i siti non mi pronuncio, sarei troppo di parte, suvvia.


Che consigli daresti a chi entra oggi su Babirussa.it?
Di essere sempre gentili, professionali e corretti nei confronti del clienti e di instaurare un rapporto quanto più possibile diretto con loro: mandare un messaggio di ringraziamento a qualcuno che ha fatto acquisti da noi mi sembra un gesto carino e che contribuisce a differenziare il mondo dell’artigianato da quello della produzione in serie.


Cosa ti piace di Babirussa.it? Cosa vorresti trovare su Babirussa che ancora non c’è?
Mi piace l'attenzione personale che dedicate a noi artigiani, è davvero raro nella spietata giungla mediatica, per non parlare dell'agguerrito mondo dei mercatini. Sul serio, è difficile trovare colleghi artigiani che non cerchino di copiare le tue idee spacciandole per loro: anche se devo dire che con alcuni invece mi sono trovata molto bene a collaborare in clima decisamente più amichevole che non concorrenziale. Per me è una passione e vorrei continuare a divertirmi nel fare i miei lavori, mi dispiacerebbe dovermi fare il sangue amaro per l’atteggiamento scorretto di altri.


Come fai pubblicità al tuo lavoro?
Principalmente tramite il web; ho un mio sito ma aggiorno molto più spesso la pagina di Facebook: mi piace interagirecon i miei fans in maniera più diretta. Il passaparola è poi un'ottima forma di pubblicità: per questo distribuisco generosamente i bigliettini da visita, in modo che quando qualcuno chieda da dove arrivino quei fantastici orecchini si possa dargli tutti i recapiti con la rapidità di un pistolero in duello.


Tra 10 anni dove vorresti essere?
Alla notte degli Oscar con una celebre diva che indossa una parure dello Gnomo beffardo sembra al momento alquanto improbabile, temo. Mi accontenterei allora di continuare soprattutto a divertirmi nel realizzare le mie creazioni, che spero siano divertenti anche per chi le compra.

venerdì 15 aprile 2011

Mercatini di Pasqua: l'artigiano sbarca ad Anzio

Mercatini di Pasqua: l'artigiano sbarca ad Anzio

Se ancora non avete fatto programmi per Pasqua e Pasquetta, perchè non fate un salto sul litorale laziale, per visitare dei posti splendidi e visitare un mercatino dell'artigianato che raccoglie artisti poliedrici e bravissimi?


Anzio è vicino Roma, una cittadina portuale da cui potete raggingere con una breve corsa in Aliscafo le isole di Ponza e Ventotene (se il tempo si mantiene bello, sembrerà di essere in estate).
Il porto ospita una piccola flotta di pescherecci ed il faro illumina la notte con la sua luce lattiginosa.
Sul litorale tanti posti per mangiare il pesce tipico di questo tratto di mare.


In questa cornice splendida, per tre giorni gli artisti dell'Associazione Prendi l'Arte, che già avevamo recensito in un altro post, organizzano un mercatino dell'artigianato ed espongono le loro creazioni. Si passa dai lavori in cuoio, ai giocattoli in legno, dall'abbigliamento autoprodotto, agli artisti del riuso, fino alle ceramiche e ai gioielli.
Tutte creazioni uniche, originali e rigorosamente fatte a mano.


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handmade a Roma: Prendi l'arte


Mercatini di Pasqua ad Anzio


Gli artisti di Prendi l'Arte organizzeranno anche prensentazioni del loro lavoro e piccoli seminari, per mostrare la perizia che sta dietro le loro creazioni e diffondere la passione per questo mondo, colorato ed ecofriendly.


L'appuntamento è sulla piazza centrale di Anzio, dalle 10 del mattino in poi.


Partecipate numerosi e buona Pasqua a tutti.

mercoledì 13 aprile 2011

108 modi per riciclare una t-shirt… e poi altri 120

108 modi per riciclare una t-shirt… e poi altri 120

Per tutti i creativi un mondo di idee per riutilizzare le vecchie magliette. Tutti ne abbiamo armadi pieni. Io per esempio ci spolvero… lo so lo so, non è molto creativo, però è utile!



Con i consigli di Generation T, potete creare una sacca da viaggio per le vostre scarpe molto cool, in pochi semplici passi.


Vi serviranno:


  • una magliletta (medium o large)

  • Un righello

  • Delle forbici

  • Ago e filo

  • Delle lettere adesive o delle lettere ritagliate

  • Spille da balia

  • Vernice per tessuti spray.

Poi vi basterà seguire i consigli di questo fantastico tutorial.
Buon divertimento.

lunedì 11 aprile 2011

Riciclo una cinta di cuoio e ci faccio un pavimento

Riciclo una cinta di cuoio e ci faccio un pavimento

Camminare su un pavimento realizzato con un patchwork di cinte di cuoio. La sensazione calda del parquet, la praticità del linoleum, per una ambiente super moderno ma accogliente.


E’ la soluzione che hanno trovato quei geni di Ting per dare nuova vita alle vecchie cinte per i pantaloni.


Le cinte vengono smontate, tagliate e ri-assemblate insieme per creare delle grandi “mattonelle”, o per meglio dire, dei tatami giapponesi da accostare gli uni agli altri e formare una superficie cangiante e intricata.


pavimento con cinture di cuoio da Ting London


 


Possono essere utilizzate sia come pavimento – splendide le superfici grandi, come open space o negozi e laboratori – sia come top per tavoli e banconi da bar. Ogni pezzo è fatto a mano da mani esperte in un’azienda very british.


Ting realizza anche tanti altri prodotti sia per la casa (amache, cuscini) sia per la moda (borse e portafogli) con materiali 100% riciclati, ma i pavimenti ci sembrano un’idea grandiosa che speriamo abbia il massimo successo e sia un esempio per altri creativi nel mondo.

mercoledì 6 aprile 2011

Sostenibilità, riuso e innovazione: Milano green festival va al Fuorisalone

Sostenibilità, riuso e innovazione: Milano green festival va al Fuorisalone

Milano green festival è un progetto indipendente per riflettere sul presente e sul futuro di Milano, per definire un’estetica della sostenibilità made in Italy e per sperimentare materiali e tecnologie innovative per l’ambiente e la comunità urbana,


Dal 12 al 17 Milano Green Festival torna al Fuorisalone con un programma articolato di mostra, eventi e incontri.
I messaggi che l’evento vuole far passare sono:


  • facciamo attenzione all’acqua, risorsa preziosa e scarsa;

  • moltiplichiamo le strategie di mobilità sostenibile per la città;

  • valorizziamo al massimo il recupero di materiali e di oggetti;

  • trasformiamo i nostri comportamenti di consumo per creare insieme la città eco-positiva. Una città capace di generare risorse naturali ed energia.

La settimana presenta tanti appuntamenti a cui partecipare. La lista completa la trovate qui.

lunedì 24 gennaio 2011

Cosa ne fai di una vecchia busta di plastica?

Cosa ne fai di una vecchia busta di plastica?

Oggi vi vogliamo presentare una realtà italiana, a metà strada tra moda, artigianato e riuso dei materiali.
Si chiama Carmina Campus e nasce dall’idea della designer Ilaria Venturini Fendi.


Carmina Campus utilizza materiali vergini considerati di scarto o restituisce nuova vita e funzioni a tessuti, metalli, plastica, legno… Non ricorre a processi industriali di riconversione che comporterebbero, ad esempio, uso di agenti chimici. I pezzi che realizza sono creazioni uniche, che uniscono il fascino dei prodotti di moda con l’esclusività degli articoli fatti a mano.


1work.jpg


Una riflessione sulle tematiche legate ai rifiuti e alle discariche ha portato alla creazione di un nuovo gruppo di prodotti – “Save waste from waste e Falling angels” - che parte dall’idea di una materia prima già in se stessa simbolo delle problematiche ambientali, le grandi buste nere della spazzatura. Doppiate con un rinforzo solitamente usato per la pelle acquistano una consistenza e un aspetto vissuti che danno alla povertà del materiale una dignità e un ‘ attrattiva completamente nuove.


saveWaste.jpg


Il modello più importante realizzato con questo materiale fonde il concetto di rifiuto + recupero in una Postino che incorpora in sé una vera borsa vintage in pelle. In nero, grigio colore su colore o anche in combinazioni col cuoio naturale o tonalità forti e brillanti, la borsa nuova e quella vecchia, solitamente una pochette o una tracollina schiacciata, si fondono in un nuovo oggetto. Nella versione large la borsa spazzatura è come un sacchetto ripiegato chiuso in testa dalla zip e la borsa vintage è applicata esternamente. Nella versione piccola l’innesto è fatto direttamente sulla pattina.


I due modelli hanno tracolla regolabile, rifiniture in pelle e fodere di raso lucido proveniente da scampoli di fine serie.


La linea falling angels ha ricamato sul fianco un diagramma azionario in picchiata, per sottolineare i recenti crolli delle borse e la precarietà dell’effimero mercato dell’economia virtuale.


FallingAngels.jpg


I modelli Carmina Campus li trovate qui.

mercoledì 19 gennaio 2011

Creativi a domicilio per far rivivere vecchi oggetti

Creativi a domicilio per far rivivere vecchi oggetti

Schienali di vecchie sedie trasformati in grucce appendi-abiti, tavolini in cui il piano di lavoro è stato ricavato da vecchi cassetti, tronchi d’albero da cui si generano sedie, tubi in pvc che lasciano i lavelli e gli scarichi e diventano lampade: sono alcuni dei progetti di Resign.


Resign, è un collettivo di designer nato nel 2007 che recupera la storia italiana delle botteghe d’arte grazie ad un atelier in cui si crea e si impara come apprendisti, sempre aperto all’esterno, a nuove energie ed influenze.


DSCN7832_preview.jpg


Accanto alla bottega, un network di relazioni con soggetti diversi, perché la relazione e il contatto con gli altri è il senso ultimo del design per questo gruppo per cui il senso di un oggetto non è solo e non tanto quello di essere bello, ma di essere creatore di relazioni. Da qui, la definizione di "Design 2.0".


Uno dei filoni seguiti dal collettivo è il riutilizzo di prodotti che avrebbero altrimenti terminato il proprio ciclo di vita, cercando di renderli più utili, gradevoli e duraturi di quanto non fossero in origine.
Chi sta per gettare via un vecchio oggetto può contattare uno dei "designer a domicilio" di Resign fissando un appuntamento tramite il sito www.resign.it.
Il designer reinventerà lo scarto in un oggetto unico, trasformando l'abitazione in Casa Museo.


sergio_0_preview.jpg


Le creazioni di Resign le trovate qui e il catalogo qua.

venerdì 27 agosto 2010

Come riusare un vecchio libro

Come riusare un vecchio libro

Svuotate la cantina o una vecchia casa e vi imbattete in uno di quei grossi volumi, con al copertina rigida, magari di pelle consumata dagli anni.
Le pagine non si leggono quasi, e valore di antiquariato non ne ha.


Disfarsene? (Utilizzando la raccolta differenziata, naturalmente)
E’ un’idea, ma noi qui a Babirussa.it siamo per il riuso di tutto e allora vi consigliamo questo.
Perché non sfruttare questa occasione per: trasformare il vecchio volume in un portafiori, come quello della foto?


L’idea è di designer giapponesi (Tokio Pistol), e potete trovarla qui e acquistarla (in giapponese only).
Io non l’ho ancora provata, ma l’idea mi piace e vorrei metterla in pratica questa estate.


Se la realizzate prima, passate di qua a raccontare come è andata?
A darci qualche consiglio?


Un saluto a tutti,
La Babi